| Newsletter | LA NUOVA IDENTITA’ DELLE CUCINE ITALIANE. LE NUOVE FORME D’ABITARE E DI PREPARARE IL CIBO
NELLA CULTURA OCCIDENTALE | Istituto Italiano di Cultura. Kiev. Ucraina | Conferenza | 02-04 Ottobre 2006 Kiev, Ucraina.

Evoluzioni, tecnologie, analisi dell’ambiente cucina in Occidente. Il rito del preparare il cibo e dell’abitare in
un luogo unico della casa dove la tecnicità delle funzioni diventa anche l’occasione per mettere in mostra
i mutamenti delle ricerche di una nuova estetica delle macchine, delle materie e del lusso.

La cucina oggi. Un luogo dove l’apparire delle nuove tecnologie e dei nuovi materiali ha innescato un lavoro di
rivoluzione delle standard, e delle soluzioni formali-funzionali, dell’estetica, delle macchine, degli accessori,
dell’abitare, più innovativo degli ultimi decenni di ricerca del interior design. Avere a che fare conil progetto
dell’ ambiente cucina in Occidente significa, innanzitutto, dare una risposta d’ innovazione alle intuizioni spaziali
degli assemblaggi d’uso delle macchine, delle isole di lavoro, che tendono ad essere sempre più fluide e poco
rigide. I nuovi concetti di cucina sono regolati dalla necessità di esaltare, inventare nuovi comportamenti d’uso
degli spazi adibiti, e portare all’estremo delle soluzioni estetiche che fanno dell’ambiente cucina un’area aperta,
da vivere, da proporre con unicità, nella casa contemporanea.

“ Mi capita di frequente nei miei viaggi di finire in qualche cucina. E’ la curiosità, e un po’ il mestiere che mi porta
in questi luoghi. Una volta, queste porzioni dello spazio domestico erano di esclusiva frequentazione del mondo
femminile e basta. Erano un tabù per i maschi. Vuoi anche perché i ruoli tra i sessi erano delineati precisamente
da consuetudini tramandate dalla storia e non discutibili. Andare a curiosare in cucina è rimane in certe culture
tribali, un’ viaggio che ha bisogno del suo lasciapassare. Per esempio, tra i Bertberi dell’Alto Atlas in Marocco,
oppure tra i Beduini della Steppa del deserto syriano, il luogo dove si cucina il cibo, e anche il centro preferenziale
degli incontri e delle discussioni della cultura delle donne. Esserne ammessi vuol dire, in un certo senso, appartenere
a qualche rango della gerarchia della famiglia e della tribù, cosa non da poco per un forestiero. Questi luoghi sono
essenziali spartani. Sono centrati sul focolare, sull’otre che contiene la preziosa acqua, una teiera ammaccata,
una teglia, qualche cucchiaio di legno o d’alluminio.
Tutto si svolge a terra, come del resto gli altri riti dell’abitare. Tutte le azioni si fanno a partire di stare seduti
accuattati. Così si è cucinato per millenni e si cucina ancora oggi. Credo che la maggior parte di umani del pianeta
terra si prepari il cibo a raso terra. Quando si arriva nel ricco Occidente la stroria cambia. Cambia parecchio.
La cucina è un luogo di magnificenze tecnologiche in continua evoluzione. L’elettronica ha selezionato delle funzioni
nuove e prima impensabili e continua a proporne delle più stupefacenti, grazie a materiali di nuova generazione con
prestazioni da record. Tutto si svolge ad un altezza variabile tra i 72 e 80 centimetri da terra per i piani di lavoro.
Sembra che la comodità sia sempre da riaggiornare in questi luoghi che ambiscono sempre di più a diventare esclusivi
centri di intrattenimento della preparazione del cibo come forma di spettacolarizzazione dell’abitare. Per non parlare
poi degli accessori, del loro numero, delle funzioni e delle loro forme ”.


Sergio Calatroni

   
 
 
 
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